Il reparto di oncologia dell'ospedale San Bassiano. FOTO CECCON
Due casi al giorno, una media di circa settecento nuovi malati all'anno e un totale di circa seimila pazienti oncologici. Il triste calcolo delle patologie tumorali nel Bassanese da ormai diversi anni dà questo risultato. Secondo una tendenza consolidata anche a livello nazionale, il tasso d'insorgenza di tumori nel territorio dell'Unità sanitaria locale è di ben due casi al giorno.
I dati sono stati forniti ieri da Luigi Endrizzi, primario del reparto di oncologia dell'ospedale San Bassiano, nell'ambito di una conferenza stampa dell'associazione Oncologica San Bassiano. Il sodalizio è stato fondato nel 2004 da un gruppo di privati allo scopo di supportare il lavoro dei medici e dei sanitari che si occupano dei malati di tumore. Pazienti che, al 31 dicembre del 2009, nel territorio dell'Ulss 3 erano 6400.
«Le due tipologie di tumore riscontrate più frequentemente nel nostro ospedale - spiega Endrizzi - sono il carcinoma alla mammella e al polmone, ciascuno con ottanta casi all'anno. Segue il cancro al colon con sessanta nuovi casi l'anno».

Secondo il responsabile del reparto di oncologia del nosocomio cittadino, il numero delle persone annualmente colpite da tali malattie è andato stabilizzandosi, anche se proprio negli ultimi tempi al San Bassiano si è notato un vistoso incremento dei melanomi, ossia dei cosiddetti tumori della pelle.
«Non mi so spiegare tale aumento - ha proseguito Endrizzi - ma solo in quest'ultima settimana ne ho visto almeno uno ogni giorno».
Proprio per questo l'unità sanitaria si è attivata sul fronte della prevenzione e del controllo dei nei maligni. Contestualmente, l'Associazione oncologica San Bassiano prosegue la sua opera di sostegno all'équipe medica del reparto di oncologia. Dal momento della sua nascita, il sodalizio è riuscito a potenziare con la presa in carico di due nuovi medici lo staff del prof. Endrizzi e ha stipendiato con fondi propri una psicologa e una fisioterapista per l'hospice Casa Gerosa, un aiuto chirurgo per l'ospedale e un medico palliativista. C.Z.