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VENETO: approvato il nuovo Statuto PDF Stampa E-mail
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Martedì 18 Ottobre 2011 19:22
consiglioregionaleveneto

Questa sera 18 ottobre 2011 alle ore 18,31 dopo 11 anni dalla presentazione della prima proposta (era il 27 ottobre 2000 e portava la firma dell'allora governatore Giancarlo Galan) e dopo due clamorosi fallimenti (nella settima e nella ottava legislatura) il Veneto ha finalmente il suo nuovo Statuto.

Lo ha approvato oggi all'unanimita', in prima lettura, il Consiglio regionale, chiudendo positivamente il terzo tentativo, iniziato il 21 maggio 2010 con l'istituzione della commissione (presieduta da Carlo Alberto Tesserin) che il primo agosto 2011 ha licenziato, dopo un anno di lavoro, il testo per l'esame da parte dell'aula, facendo sintesi delle quattro proposte presentate nell'ordine dall'Udc, dal Pdl e Lega, dal Pd e dal Idv.

Quella odierna e' stata la decima seduta del Consiglio dedicata alla discussione dei 65 articoli del nuovo Statuto. Il dibattito aveva preso l'avvio il 22 settembre con le relazioni di maggioranza e di minoranza, svolte rispettivamente dal presidente e dal vicepresidente della Commissione Carlo Alberto Tesserin e Sergio Reolon, ed aveva vissuto momenti anche molto tesi a causa della manovra ostruzionistica messa in atto da alcuni consiglieri tesa a ostacolare la scelta di ridurre da 60 a 50 il numero dei membri del Consiglio.

 

« A 63 anni dalla Costituzione repubblicana, - ha spiegato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia - finalmente essa viene interpretata in un alto documento della vita nazionale, in senso federalista. Ciò che finora la prassi centralista aveva precluso, noi attuiamo. Questa è la lezione di uno dei nostri grandi punti di riferimento, Luigi Einaudi. Il primo principio del federalismo è l'ingegneria istituzionale che parte dal Comune e si concretizza in un patto tra pari in cui la parte più vicina al cittadino deve essere messa in grado di svolgere la maggior parte delle funzioni». 

«Lo strumento delle nostre istituzioni è il federalismo fiscale, capace di assicurare risorse strumentali ed economiche alle autonomie locali, affinché esse finanzino le proprie funzioni. E noi, che abbiamo predicato i costi standard rispetto a territori e istituzioni disattente e sprecone, rendiamo questa filosofia di relazione con i cittadini norma non transitoria nel territorio che i cittadini ci hanno chiesto di governare. Ciò permetterà un passaggio qualitativo straordinario: radicarci nel principio di efficienza e passare dal controllo delle carte al controllo dell'efficienza». 

«Voglio con forza, con convincimento profondo e con riconoscimento di ruoli e di valori anche personali - ha detto il presidente -, ringraziare a uno a uno i consiglieri regionali che hanno consentito questa svolta epocale, i consiglieri che hanno partecipato ai lavori della Commissione, il presidente Carlo Alberto Tesserin, che con capacità, pazienza e grande senso delle istituzioni ha permesso il libero svolgersi del dibattito e ha saputo cucire tra di loro posizioni comprensibilmente diverse. Prezioso il contributo del relatore di minoranza, il consigliere Emilio Reolon, la cui capacità di interpretazione e, qualche volta, di mediazione è stata pari all'acume giuridico che tutti i gruppi gli hanno riconosciuto». 

«Ancora un ringraziamento lo si deve al Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato - ha aggiunto - perché, dopo un'attesa di 40 anni e dopo alcuni tentativi non andati a buon fine, ha saputo con coraggio lavorare per una soluzione capace di coinvolgere tutto il Consiglio e ciascun consigliere». «A questo proposito, voglio sottolineare il ruolo svolto da tutte le opposizioni, che, pure con accenti diversi, hanno lavorato a un comune obiettivo: rendere migliore la nostra regione - ha concluso - rendere più moderne le nostre istituzioni, riaffermare la centralità e la priorità che i nostri concittadini hanno e devono continuare ad avere rispetto alla vita pubblica e alle proprie capacità individuali. Non hanno prevalso alcune opzioni su altre. Non ha vinto uno schieramento su un altro: oggi e qui vince il Veneto».

«Voglio poi ricordare il lavoro, davvero straordinario - ha affermato ancora Zaia -, dei gruppi di maggioranza e dei capigruppo, che si sono spesi fino all'esaurimento delle proprie forze per un obiettivo che ci eravamo dati e che avevamo definito 'la madre di tutte le battaglie'. Questo Consiglio oggi ha vinto la sua battaglia più importante in ordine alla propria credibilità, alla propria capacità di interpretare il contratto sociale, alla propria legittimazione davanti al corpo elettorale». 

«Questo Statuto è anche figlio del lavoro dei nostri più importanti esperti di diritto costituzionale - ha sostenuto - che hanno elaborato, insieme con i tecnici della Regione, un corpo giuridico che di sicuro è destinato a rimanere per molti decenni punto di riferimento per le istituzioni del Veneto, ma, ancor di più, esemplare manifesto di quello Stato moderno, efficace e dunque federalista che è nel cuore di tutto questo Consiglio». 

«Rispetto al contenuto - ha detto ancora il Presidente - mi pare fondamentale la sottolineatura di uno Statuto che, unico in Italia, regolamentando la vita delle altre istituzioni territoriali, ambisce ad essere una vera e propria carta fondamentale dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini».