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Stappiamo sta bottiglia? PDF Stampa E-mail
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Martedì 25 Ottobre 2011 21:47

Un altro atleta valstagnese alla ribalta sportiva.

Domenico

Dopo i fasti olimpici della pagaia dorata di Pierpa Ferrazzi, le altrettante innumerevoli pagaiate mondiali di Robert Pontarollo alla fine degli anni '90, cresciuti imitando i primi successi canoistici internazionali con Ferrazzi, Pontarollo e Perli, sbiaditi i ricordi storici del pugile Gaetano Guerriero, il risollevarsi dal tatami tricolore con Mocellin, più recentemente dal vivaio calcistico valstagnese, son partiti per la serie A la stella del Chievo,  Fabio Moro, poi Alessandro Pontarollo sino all'Atalanta e qualche anno prima Giampaolo Lazzarotto sino alla C1 col Valdagno.

Ora tocca ad un nuovo giovane talento, tal Domenico Lazzarotto da San Gaetano, nipote dello "storico mister" della mitica San Marco Valstagna, Gianni Signori, purtroppo recentemente scomparso.

Dopo il debutto in C1 col Bassano contro il Portogruaro, la riconferma anche contro il Salò.


Benvenuto Domenico. Se la faccia triste della domenica è quella di Longobardi, sconsolato e pure espulso per un fallo di reazione, se la faccia ammaccata è quella di Martina, per lui un labbrone gonfio ma probabilmente non avrebbe sorriso lo stesso perché è fatto così, la faccia che emana felicità e simpatia è quella di Domenico Lazzarotto. Il 18enne di Valstagna è uno dei prospetti del territorio più interessanti che si affacciano in prima squadra. 1,77 di altezza per 73 kg il centrocampista ha assaggiato la Coppa Italia la scorsa stagione ancora 17enne ed ora è finalmente giunto il turno di cimentarsi in campionato. Debutto assoluto a Portogruaro, conferma a Salò con tanto di impatto ricco di fisicità, personalità e coraggio. Due apparizioni per lui, entrambe lontane dal “Mercante”: “Eh già, finora ho giocato lontano da quello stadio in cui andavo a tifare per Berrettoni, Pirri e Mazzoleni – racconta solare il giovane incontrista –. Per me è un’emozione grandissima, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili, poter vestire questa casacca con la prima squadra. Sono entrato in campo concentrato con ben chiari i compiti che il mister mi aveva assegnato. Se a Valstagna hanno stappato la bottiglia? Prima bisogna che qualcuno glielo dica – sorrideva divertito al termine del match di Salò – . Non sappiamo ancora dove potrà arrivare questo giovanotto di belle speranze per lui e per tutta la città, ci sono tanti fattori quali la fortuna, trovarsi al posto giusto al momento giusto, ecc. Intanto però ha il privilegio di aver incontrato sulla sua strada l’allenatore per il quale il difensore azzurro Giorgio Chiellini ha speso le seguenti parole: “Se non avessi incontrato Jaconi a 16 anni forse non sarei arrivato fin qui” (vedi articolo sport.bassanonet.it/calcio/9604.html). Il resto dipenderà dal suo impegno e dal suo sacrificio. Intanto si goda il momento e, perché no, a Valstagna potrebbero anche stapparle un paio di bottiglie.

di Marco Polo - Bassanonet.it