Emergenza amianto, ultimatum ai danesi per l’ex centrale
Lunedì 20 Febbraio 2012 19:13
SAN NAZARIO Completamente fermi gli acquirenti del sito Enel. Il Comune: o presentate i progetti o annulliamo la vendita
Domenica 19 Febbraio 2012, Il Gazzettino, Roberto Lazzarato
Ultimatum del Comune alla società danese acquirente dell'ex centrale Enel di Carpanè, che sta cadendo in rovina, creando apprensione per la sicurezza pubblica a causa della copertura in amianto del manufatto, vicino al fiume. L'ex centrale, skyline della Valle del Brenta, sulla quale, in passato, erano state prospettate numerose soluzioni di utilizzo, fra le quali anche una piscina, sorge su un'area panoramica in riva al Brenta, dove si erano focalizzate le attenzioni pure degli studenti universitari di architettura canadesi e americani. È stata ceduta qualche anno fa dal Comune ad una società danese, che intendeva ricavare degli appartamenti, con dei locali di utilizzo pubblico. In realtà, da allora, nulla si è mosso, tranne l'aggravarsi del deterioramento. Sull'ex centrale, lo scorso novembre, è arrivata in consiglio anche un'interrogazione della lista Rinnovamento Valbrenta, che ne evidenziava «le condizioni fatiscenti, con copertura in amianto che, con la vegetazione attiva sul tetto, sta deteriorandosi, creando un potenziale pericolo per la salute della popolazione». Una delle condizioni stabilite nel preliminare di vendita prevedeva la presentazione di un progetto di restauro, predisposto e approvato dal comune ancora nel gennaio 2010, ma in attesa del nulla osta della Soprintendenza di Verona, «condizionato dal diritto di prelazione del Ministero dei Beni Culturali. La Soprintendenza ha chiesto la stipula di un atto sottoposto a condizione sospensiva - spiega il sindaco Gianni Ceccon. - Il comune ha predisposto il contratto e lo ha trasmesso alla società acquirente. Una delegazione della società è giunta in municipio per esaminare gli aspetti dell'ingarbugliata vicenda, ma non è stata presa alcuna decisione. Ora abbiamo deciso per l’ultimatum, poi avvieremo la procedura per lo scioglimento degli impegni del preliminare, intervendo per rimuovere l’amianto che ricopre il manifatto»